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    La faggeta di Timparossa e l’omonimo Rifugio sono delle importanti mete per trekkers di tutte le età. La partenza da Piano Provenzana regala uno scorcio molto suggestivo sull’eruzione del 2002.

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    Situate in territorio di Adrano, queste affascinanti formazioni sono state modellate dalle acque del Fiume Simeto. Notevole lo scorcio non appena si giunge al sito, con il Ponte dei Saraceni a dominare la vallata e la vista sul vulcano che da questa prospettiva assomiglia sempre più ad un gigante. La risalita lungo entrambe le sponde del fiume, offre sempre uno scenario diverso

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  • Serracozzo

    Itinerario con partenza dal Rifugio Citelli, lungo un vero e proprio anello e con un memorabile panorama sull’immensa e desertica Valle del Bove. Lungo il trekking, si trova la “Grotta di Serracozzo”, un tunnel di scorrimento lavico generatosi nel 1971 durante l’eruzione che si spinse fino all’abitato di Milo. Il canalone di sabbia per la discesa è garanzia di divertimento assicurato

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Le spettacolari querce di Monte Egitto

Le spettacolari querce di Monte Egitto

Le spettacolari querce di Monte Egitto

Articolo di Michela Costa

Nel settore occidentale del Parco dell’Etna, nel territorio di Bronte, si trova uno dei tesori più preziosi dell’intera flora siciliana: le querce centenarie di Monte Egitto. Si tratta di un gruppo di alberi secolari di estrema bellezza e monumentale statura. Il sentiero che conduce ad ammirare questi capolavori della natura rimane, per il momento, ancora lontano dal turismo di massa che siamo ormai abituati a vedere nei dintorni dell’Etna. Ciò è una fortuna per i veri amanti dei boschi che possono godere in tranquillità di uno dei luoghi più incantevoli non soltanto dell’Etna, ma dell’intera Sicilia.

Monte Egitto è uno dei numerosi crateri avventizi preistorici dell’Etna, situato sul versante ovest del vulcano, molto vicino al più grande cono di Monte Ruvolo. Il suo nome potrebbe derivare da una storpiatura dell’originario “Munticittu”, ovvero piccolo monte, come in effetti è possibile notare considerando le sue minori dimensioni  rispetto ai crateri circostanti. Nonostante le numerose colate che, nel corso del tempo, hanno in parte coperto e più volte lambito il piccolo rilievo, tutto intorno all’orlo craterico si può osservare un gruppo di una cinquantina di splendidi e monumentali esemplari di Quercus pubescens, più semplicemente conosciute come roverelle. Una silenziosa passeggiata all’interno del bosco di Monte Egitto significa calarsi in un’atmosfera incantata senza tempo grazie alla presenza di questi veri e propri monumenti della natura.

Gli splendidi esemplari sono oggetto di un continuo monitoraggio  grazie a un progetto che, negli ultimi anni, si è occupato della loro salvaguardia. Le querce, infatti, rischiavano di soccombere a causa dell’eccessiva e ingombrante presenza di Pino laricio, una specie non autoctona e impiantata in tutto il territorio dell’Etna circa cinquant’anni fa, durante una grossa opera di rimboschimento.

 

Scheda POI 

 


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Ci sono dei luoghi che senza dubbio si possono dire i più incantevoli della Terra, e se l’Etna di dentro somiglia all’inferno, si può dire a ragione che di fuori somiglia al paradiso

Etna 19/04/2017

Durante un sopralluogo a quota 2600 in zona Valle del Bove e in seguito presso la Montagnola, si è potuto osservare la ripresa dell’attività eruttiva a partire dal pit-crater posto sul fianco meridionale del Cratere di Sud-Est che ha alimentato una colata il cui flusso principale si è propagato in direzione della Valle del Bove.

La salita ai crateri sommitali: ecco come i giovani del 1700 imparavano a “vivere”.

«Un uomo che non sia stato in Italia sarà sempre cosciente della propria inferiorità, per non avere visto quello che un uomo dovrebbe vedere».

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