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  • Adrano


    Il pendio dell’Etna è stato abitato fin dal neolitico inferiore. Le zone di maggiore insediamento sono sempre state due: quella tra le colline vulcaniche a nord-est dell’odierno abitato e la rocca e la zona nei pressi del Simeto. Verso il X secolo a.C. s’insediarono in entrambe le zone colonie di Siculi; nella “città del Mendolito” presso il fiume, attorno al centro abitato vi era un veneratissimo tempio di fango e legno.

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  • Belpasso


    Le origini del paese sono certamente antiche come testimoniato dalla presenza di aree di frequentazione in età preistorica – neolitica e della prima metà dell’era del bronzo, di resti di acquedotti e ponti di epoca romana (Valcorrente – Sciarone Castello, Masseria Pezzagrande) e medievale con resti di colonnati in pietra lavica di un castello e di un piccolo arco acuto della Chiesa S. Maria La Scala

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  • Biancavilla


    Dopo la morte di Giorgio Castriota Scanderberg, a causa dell’invasione turca, furono molti che lasciarono l’Albania. Tra questi, alcune famiglie guidate dal capitano Cesare Masi, preferirono lasciare la patria anzichè sottostare al dominio turco. Questo piccolo gruppo, portando con se una icona della Madonna dal volto dal colorito bruno, un reliquario d’argento con la statuetta e una reliquia di S. Zenone, una croce di legno e una campana.

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  • Bronte


    Durante il medioevo sul territorio dell’odierno comune si trovarono 24 piccoli agglomerati appartenenti al monastero di Maniace. Per decreto dell’imperatore Carlo V d’Asburgo fu creata la città di Bronte nel 1520.

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  • Castiglione di Sicilia


    Castiglione di Sicilia, un presepe tra l’ Etna e l’ Alcantara, incastonato tra boschi di castagni, noccioleti e querce, sorge su una collina di roccia arenaria tra Randazzo e Taormina.
    La sua altezza è di circa 600 metri sul livello del mare, conta 3.215 (al 1 gennaio 2016) abitanti

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  • Giarre


    La nascita di Giarre ha nel vescovo conte Nicola Maria Caracciolo il suo protagonista, che si trovò dinnanzi ad un grosso problema per le terre della contea. Boschi, paludi, incursioni saracene non facevano altro che aggravare la situazione economica di questi 8 mila ettari di territorio.

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Trecastagni

Trecastagni

COMUNE DI TRECASTAGNI

L’origine di Trecastagni, paese collinare a 567 mt. slm, sembrerebbe antichissima e risalire addirittura all’età pre-arcaica, però le prime testimonianze storiche, ritrovate sia nella zona in cui sorge il forte Mulino a Vento sia nella zona del lago vulcanico (di cui ormai non vi è traccia) del monte Urna, risalgono all’epoca romana (urne funerarie, calendari, monete, lacrimatoi ecc.). Delle dominazioni bizantine ed arabe purtroppo non rimane traccia a causa dei numerosi e violenti saccheggi che il territorio subì dalle successive dominazioni.

Localizzato alle pendici dell’Etna, Trecastagni ha più volte subito nella sua storia le devastanti conseguenze dell’attività del vulcano come ad es. il terremoto del 1408, le eruzioni del 1541 e 1542 nonché lo sconvolgente terremoto del 1693 che rase al suolo anche la città di Catania. Oggi è un paese di circa 10.700 abitanti, che nel corso degli anni ha modificato la propria natura di paese a vocazione agricola in paese a vocazione turistica, che vive di turismo prevalentemente di tipo residenziale, grazie al suo clima ed alla sua strategica posizione geografica, che lo pone a pochi chilometri sia dal vulcano Etna che dal mare.
(fonte: Sito ufficiale)

 

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Info Point +39 095 702 0011
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La ricostruzione storica di questo comune può partire da epoca normanna, perché solo da quest’epoca si hanno documenti, nei quali si riporta una antica denominazione di

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Una leggenda popolare locale narra che in epoca antica, sulla Rocca del Castello dimorava una principessa di nome Maletta o Marietta, la quale comandava una banda di feroci briganti che compivano scorrerie nelle zone vicine e poi si rifugiavano sul Castello, portandovi il bottino, sicuri di non essere perseguiti data l’asperità e l’inaccessibilità del luogo. Attorno alla rocca, i briganti costruirono il paese

Piedimonte Etneo


La denominazione attuale risale al 1862 quando il Consiglio Civico, su richiesta del Prefetto della Provincia, che faceva rilevare l’esistenza nel Regno d’Italia di un altro paese con lo stesso nome (Piedimonte d’Alife in Campania), deliberò che per distinguerlo dall’altro suo omonimo all’originario nome di Piedimonte fosse aggiunta la parola “Etneo”