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    Durante un sopralluogo a quota 2600 in zona Valle del Bove e in seguito presso la Montagnola, si è potuto osservare la ripresa dell’attività eruttiva a partire dal pit-crater posto sul fianco meridionale del Cratere di Sud-Est che ha alimentato una colata il cui flusso principale si è propagato in direzione della Valle del Bove.

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Etna 19/04/2017

Etna 19/04/2017

Etna 19/04/2017

Michela Costa – L’attività di tipo effusivo che, seppur con brevi periodi di stasi, sta interessando l’Etna da ormai quasi due mesi ha ripreso durante la mattinata di ieri, 19 aprile 2017, con un nuovo episodio eruttivo.

Durante un sopralluogo a quota 2600 in zona Valle del Bove e in seguito presso la Montagnola, si è potuto osservare la ripresa dell’attività eruttiva a partire dal pit-crater posto sul fianco meridionale del Cratere di Sud-Est che ha alimentato una colata il cui flusso principale si è propagato in direzione della Valle del Bove.
Contemporaneamente un’altra colata, più piccola, ha raggiunto la zona dei crateri del 2002. L’attività effusiva del pit è stata accompagnata, dopo pochi minuti, da una modesta attività stromboliana del cono situato a monte del pit stesso.

L’attività esplosiva è proseguita fino al tramonto della giornata di ieri per poi affievolirsi, come anche evidenziato dal progressivo calo del tremore vulcanico, e limitarsi infine a un’attività intracraterica. L’evidenza più importante di questo episodio è stato il cambio della morfologia che ha interessato la zona del Cratere di Sud-Est.

In seguito a questa attività e ai crolli che ne sono derivati, infatti, il distacco tra il cono principale e il pit si è progressivamente ridotto fino ad annullarsi.

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